08/02/2012
CAPITOLO 7 Finale
Il bacio si fece più esigente. Io divenni più esigente!
Sciolsi l’abbraccio per lasciare che le mie mani vagassero libere sulla sua pelle. Strappai anche quella lieve nuvola nera che intralciava le mie carezze.
- … se ti faccio male … - sussurrai a fatica.
Parole perse nel vuoto. Il suo volto era già perso nell’estasi.
Mi soffermai solo un attimo per ammirare la perfezione della sua figura …
I suoi occhi si spalancarono, preoccupati per un mio ripensamento: quel colore, che una volta era caldo cioccolato, si era trasformato in caffè bollente!
- Edward ... – mi supplicò.
Non c’erano filtri nel suo sguardo, limpido e sincero. Lasciò scivolare le sue mani attorno al mio collo e si avvicinò, per strofinare le sue labbra lungo le mie spalle.
- Non aver paura, amore mio … - mi disse. – Tu non puoi farmi del male! –
Il calore della sua voce sciolse i miei timori. La distanza che avevo frapposto tra di noi si era annullata … in quel preciso istante mi sembrò di ricongiungermi a una parte di me che avevo rimosso … la parte più bella ed importante.
Il nostro amore era e rimaneva un’utopia, qualcosa che non avrebbe dovuto, o potuto realizzarsi appieno … ma volevo provarci, dovevo tendere a quella completezza che Bella meritava. Io dovevo essere padrone della situazione, rimanere presente a me stesso.
Pensare a lei … dedicarmi a lei … dosare gli abbracci … deviare gli impulsi … attivare quella capacità di pensare a più cose contemporaneamente …
Provare … Riuscire!
Mi alzai in ginocchio e la fissai con un sorriso: non mi sarei tirato indietro!
A conferma di questa muta promessa, mi sfilai la maglietta che indossavo.
Appoggiai entrambe le mani sul cuscino, ai lati della sua testa, scivolandole delicatamente sopra. Feci una flessione sulle braccia e mi avvicinai per assaporare il suo profumo dietro alle orecchie, alla base del collo … sentii le sue mani sulla mia schiena, a cancellare ogni mia incertezza. La nostra passione riverberava nell’aria afosa, mentre le nostre labbra incrociavano le loro traiettorie.
Poi alzò le braccia … in un gesto di offerta.
Cominciai a baciarla più lentamente … sulle braccia … sulle spalle … facendo scorrere le dita dove la sua pelle era più morbida.
Lei si lasciava baciare, lasciava che le accarezzassi il seno .. ed io mi sentivo immerso in un lago di sensazioni tattili.
Sentivo che stavo per perdermi …
Per non rischiare di schiacciarla, la spostai sopra di me, adagiandola sul mio petto. Bella lo prese come un invito a ricambiare le mie effusioni.
Chiusi gli occhi e lasciai che a parlare fosse il dialogo silenzioso dei nostri corpi. Mi concentrai sulle sue labbra che esploravano il mio collo, sulla sua pancia piatta, che accarezzava la mia, la sua vita sottile stretta tra le mie mani … i suoi fianchi stretti e lisci, portale magico verso un mondo fatato … registravo ogni suo gesto con stupore … ricambiavo ogni suo bacio con trasporto.
Attratti e confusi lasciammo che i nostri corpi si nutrissero l’uno dell’altro, si unissero a formare un essere perfetto, intatto.
Fummo catturati da emozioni che riempivano di frenesia i nostri gesti, da un’ondata di sentimenti che scavalcava ogni pensiero razionale. Assecondavo ogni suo movimento, assorbivo ogni sua vibrazione profonda, che mi attraversava come scossa elettrica.
Più di una volta fui sul punto di smarrirmi … più di una volta tornai lucido.
Tentai di sdoppiarmi … di dividere i miei pensieri: uno a guardia del mostro … uno attento a non ferire Bella … e uno a godere di quella unione sublime.
Non era facile … entravo ed uscivo dalle mie emozioni estreme, mentre Bella si abbandonava totalmente alle sue.
Il desiderio di abbracciarla si fece imponente: allungai le braccia oltre la mia testa e afferrai la testiera del letto … il mostro ruggiva per sottrarsi al controllo del suo domatore … l’uomo urlava, per potersi abbandonare senza riserve.
Bella muoveva la testa, facendo dondolare i capelli sulla pelle del mio petto, solleticandomi con lievi carezze: era come se stesse volando … lieve … senza peso, senza affanno. Io, ancorato a quel letto, seguivo il suo volteggiare, lo guidavo verso correnti ascensionali, come in bimbo guida l’aquilone sempre più in alto, verso l’azzurro più terso.
Quando mi giunse, intenso, il palpito d’ali del suo volo, l’ultimo, prima di lasciarsi librare, libera e leggera, nel vuoto, rischiai di perdere le testa, come la prima volta!
Allora serrai i denti fino a farli stridere … strinsi la testata sempre più forte, fino a quando non sentii il fragile legno sbriciolarsi tra le mie dita. Per un attimo mi abbandonai al vento e volai con lei … senza mai realmente abbandonare le zavorre che smorzavano la mia forza, imbavagliavano l’istinto e tenevano Bella al sicuro.
Stanca ed appagata, si abbandonò sul mio petto, le mani intrecciate ai miei capelli e la bocca ad un soffio dal mio orecchio.
- Edward … ti rendi conto dell’assoluta perfezione di questo momento? Ora potrei anche morire e non avere rimpianti! Lo capisci quanto ho bisogno di te … di essere con te … in te? Tutto ciò val bene qualche livido. La nostra unione non ha prezzo … io pagherei con la mia stessa vita ogni istante passato ad amarti … Morirei comunque se tu mi negassi te stesso. – sussurrò.
- Shhh … inconsapevole sacerdotessa della dea Pitho … dormi tranquilla. Il tuo devoto servitore non aspetta altro che il tuo risveglio per soddisfare ogni tuo desiderio … Dormi e sogna … e domani i tuoi sogni diventeranno realtà! -
La sentii sorridere, prima che chiudesse gli occhi per lasciare che il sonno la rapisse.
Incredulo la guardavo alla luce fioca della notte, per me mai completamente buia. Le lunghe ciglia chiuse, i capelli scarmigliati … l’aspetto di una ragazzina che sogna l’amore. Ero riuscito a farla felice senza troppi danni apparenti e questo mi rendeva orgoglioso … mi faceva sentire vittorioso.
Feci scorrere le mie mani lungo il suo corpo, steso sopra al mio: le sue forme corrispondevano perfettamente a qualunque ideale di donna io abbia mai immaginato, la sua presenza colmava ogni vuoto io avessi mai provato … la sua felicità tacitava ogni senso di colpa.
La nostra affinità era un prodigio e mi stupivo ogni volta che lei reagiva con trasporto a un mio tocco: faceva sembrare tutto naturale, nonostante la nostra evidente incompatibilità.
La strinsi perché nessuna vicinanza era ormai abbastanza: assorbivo il suo calore nell’illusione che potesse sciogliere il freddo che da oltre un secolo scorreva nelle mie vene.
Presi una sua mano e la appoggiai sulle mie labbra, mai sazio del suo sapore: un brivido mi scosse, ma avevo paura ad ammettere quello che provavo … avevo il terrore di riconoscere che ero, ancora e sempre più felice, perché ogni volta quella felicità mi veniva strappata nel modo più orribile, e ricadeva come un’orrida punizione su Bella.
Eppure ERO felice, impossibile negarlo, e gli elementi di tanta gioia erano tutti in quella stanza, in quel letto distrutto: io e Bella … non c’era bisogno di altro perché la vita fosse perfetta.
-o-o-o-o-
Bella sembrava non volersi svegliare mai.
Il sole era già alto nel cielo, quando sentii il suo respiro volgere dal sonno alla veglia.
Ero curioso di vedere la sua reazione alla notte appena trascorsa: non davo nulla per scontato … Lei sapeva sempre come sorprendermi.
Sciolsi l’abbraccio, incrociai le braccia dietro la testa ed incollai il mio sguardo al soffitto: avrei giocato a fare il duro …
Una volta completamente vigile, incominciò a sbirciare nella mia direzione, circospetta, come un ladro che torna sul luogo del delitto. Quando ebbe il coraggio di guardarmi meglio, senza sotterfugi, il suo sguardo da bimba colta a fare una marachella, mi rese difficile non riderle in faccia.
- Quanto brutta me la sto passando? – sussurrò, come se avesse portato a casa una brutta pagella.
- Tantissimo. – dissi, cercando di mantenere un tono severo.
Ma come potevo fingere, davanti al suo rammarico per avermi fatto passare una notte strepitosa.
- Sono perdonata? – mi chiese, preoccupata.
- Ci sto pensando. – Mi stavo divertendo a lasciarla un po’ sulle spine.
Quando tentò di mettersi a sedere, fu colta da vertigini molto forti, che la fecero ricadere sui cuscini … intatti!
L’abbracciai per sostenerla e rassicurarla … aveva dormito dodici ore, ed ora il suo corpo reclamava tempo per potersi riprendere.
Mentre parlava, Bella si guardava per scoprire, come avevo fatto io qualche ora prima, che non vi erano nuovi lividi … o ossa rotte … nulla della violenza della prima notte … tranne il letto divelto e il pigiama a brandelli ai piedi del letto.
- Peccato … mi piaceva – scherzò.
- Anche a me. – ammiccai.
Non si era accorta di nulla e arrossì quando glielo feci notare … sottolineando la sua “sbadataggine” in certi frangenti. Le sue guance rosse d’imbarazzo mi sarebbero mancate … immensamente.
- Tu come stai? – chiese stanca di tentare di decifrare la mia migliore espressione da pokerista incallito.
Scoppiai a ridere della sua espressione colpevole, da uxoricida.
- Hai sedotto un marito consenziente. Non è un reato capitale. – la rassicurai.
Avvampò ancora di più … chiedendo l’attenuante della non premeditazione!
- Non sei arrabbiato? – chiese, più seria.
- Non sono arrabbiato. – le sorrisi
No… non ero arrabbiato: non lo ero con lei, colpevole solo di voler essere felice; non lo ero con me stesso, perché avevo capito come controllarmi … perché non le avevo fatto del male … perché il nostro amore era finalmente completo.
- Te l’avevo detto che era tutta questione di esercizio. – concluse.
La solita testona!
La fame bussò con il solito borbottio.
Bella, alzandosi troppo in fretta, fu presa da un altro capogiro … la afferrai appena in tempo, prima che sbattesse contro l’armadio.
- Stai bene? – le chiesi stupito.
Fame incontrollata … sonno fuori dalla norma … perdite d’equilibrio: forse il clima tropicale non si addiceva a Bella!
Mangiava con una voracità che non le era propria: aveva ingurgitato più uova in quella settimana che in sei mesi a casa sua!
- Strano. – affermò lei stessa, vedendo le scatole vuote delle uova nel bidone della spazzatura.
- Questo posto mi sta stravolgendo l’appetito. Eppure mi piace. Però dovremo andarcene presto se vogliamo iniziare puntuali a Dartmouth, vero? Ehi, mi sa che dovremo trovarci anche una casa in cui stare e quello che ci occorrerà. –
Mi sedetti accanto a lei.
- Puoi anche smettere di fingere che il college t’interessi, ora che hai ottenuto ciò che volevi. – la rimproverai.
- Non ho fatto nessuna finta, Edward. Io non passo il tempo a tramare come fa qualcun altro … - sbuffò, rinfacciandomi le mie strategie stancanti. - Davvero vorrei passare ancora un po’ di tempo da umana … non ne ho ancora abbastanza. -
Mentre parlava, incominciò ad accarezzarmi suadente.
- Di questo? – le chiesi, fermando la sua mano che scendeva lungo il mio ventre. – Il sesso è sempre stato la chiave di tutto? – mi finsi esasperato.
Certo era che, averlo saputo … aver saputo fin dall’inizio cosa avrei ottenuto, mi sarei risparmiato un sacco di discussioni … Bella era così UMANA … ed io l’amavo così tanto!
Ancora una volta il futuro si stava riscrivendo … Bella umana ancora per qualche anno … l’università insieme… una vita normale!
Bella mi proponeva inaspettate prospettive … io potevo donargliene di nuove: nessuna fuga … il Natale con sua madre … poter rivedere suo padre …
Quanta felicità potevo sopportare?
Da fuori mi giunse il motore della barca dei domestici che venivano per le pulizie settimanali, e ciò mi costrinse a bloccare le avances della mia insaziabile mogliettina … per qualche istante.
Le proposi di uscire, non appena avessi spiegato a Gustavo il casino della stanza bianca … ma lei rifiutò con veemenza.
- Non voglio uscire. Oggi non mi va di scarpinare sull’isola. Voglio restare qui a guardare un film. –
Il tono imbronciato le donava … e mi metteva allegria. Qualsiasi cosa avesse in mente, ero pronto per accontentarla!
Quando i domestici bussarono alla porta, mi trovarono pronto ad aprirgli, preoccupato solo di tornare al più presto sul divano con Bella.
Quando, però, incontrai lo sguardo di Kaure, la mia serenità venne incrinata. La donna, mezzosangue Ticuna, mi guardò esterrefatta. Aveva conosciuto Esme e Carlisle … e ora, vedendomi, vedendo la mia pelle ancora immacolata … percependo il freddo della mia pelle … era molto vicino ad indovinare cosa io fossi. Questo la spaventava, ma mantenne il controllo delle sue emozioni, fino a quando, entrando in soggiorno non vide Bella. Il panico affiorò nei suoi pensieri: era terrorizzata per quella giovane donna in balia di un mostro assetato di sangue … Non le diedi il tempo di proferire parola, e gentilmente, li accompagnai fuori.
Tornai a dedicarmi a Bella, spiegandole i timori della donna.
- Ha paura perché sei qui con me, tutta sola. – Risi … - Be’, perché non scegli qualcosa da vedere? È un ragionevole passatempo umano. – proposi.
Per tutta risposta, mi mise le braccia al collo e si allungò per baciarmi; finalmente potevo lasciarla fare … potevo stringerla … alzarla e baciarla ovunque, senza timori … mentre le sue mani si intrecciavano ai miei capelli, un gesto che scatenava brividi lungo il mio collo … e non di freddo!
Le nostre effusioni causarono un trauma alla povera domestica, che ci vide avvinghiati, attraversando il soggiorno.
“Quella povera ragazza … quel mostro la dissanguerà … la farà a pezzi … -
Finsi di non cogliere i suoi pensieri, e accettai le sue scuse con un sorriso. Ero troppo felice per permettere a vecchie superstizioni di rovinarmi la giornata, per quanto reali: io non avrei ucciso Bella … non le avrei nemmeno fatto nel male … mai più!
Bella scelse un DVD a caso, giusto per apparire più umani e normali. La musica era un piacevole sottofondo mentre si accoccolava tra le mie braccia.
- Adesso si può tornare nella stanza bianca? – domandò pigramente.
- Non lo so … la tastiera dell’altra camera è già straziata in modo irreparabile. Forse, se limitiamo la distruzione a una sola zona della casa, Esme potrebbe concederci di ritornare, un giorno. –
- Perciò la distruzione non è finita? – disse con un sorriso che le illuminò il volto.
Mi misi a ridere! Quella sua “sfacciataggine” era talmente spontanea, i suoi desideri talmente scoperti che non riuscivo a non esserne divertito …
- Forse è meglio che sia premeditata, piuttosto che io stia ad aspettare il tuo prossimo assalto. –
- Sarebbe solo una questione di tempo. – rispose, mentre il suo cuore incominciò la solita danza sincopata.
- C’è qualcosa che non va nel tuo cuore? – domandai malizioso.
- No, no. E’ sano come un pesce … volevi andare a controllare subito il sito da demolire? - … la solita impaziente!
Si era perfino dimenticata della presenza di Gustavo e Kaure … se lei nemmeno si accorgeva del frastuono che provocavo fracassando i mobili, loro potevano anche spaventarsi, visto i fondati sospetti della donna.
Rassegnata, cercò invano di seguire la trama del musical che scorreva sullo schermo … Sentivo la sua testa ciondolare … il suo respiro farsi leggermente più pesante: ancora sonno? La cosa cominciava a farsi preoccupante.
- Noi abbiamo finito. – disse Gustavo, entrando in soggiorno. Bella ebbe un sobbalzo.
- Grazie, - risposi in portoghese. – Vi aspetto la prossima settimana … se avrò bisogno, vi chiamerò. –
Bella mi guardò con gli occhi socchiusi.
- Hanno finito. – le comunicai, sicuro che questa notizia l’avrebbe risvegliata.
- Il che significa che siamo soli? – rispose, improvvisamente rinvigorita.
Guardai l’orologio, e mi accorsi che era ora di pranzo … per gli umani. Avevo sentito il suo stomaco gorgogliare, e non volevo che avesse altri cali di zuccheri: gli svarioni della mattina non mi erano piaciuti affatto.
La condussi in cucina e le preparai una bistecca, preoccupato che fosse indebolita dall’eccessiva attività fisica dei giorni precedenti, e della notte scorsa.
Divorò ogni cosa le misi nel piatto, con una voracità sempre più inusuale.
- Ti va di nuotare con i delfini questo pomeriggio … per bruciare le calorie. – proposi … poco convinto.
- Magari dopo. Avrei un’altra idea per bruciare calorie. – … Non aveva più pudore!
- Sarebbe? – finsi di ignorare le sue intenzioni.
- Be', è rimasto un bel pezzo di tastiera … -
Non lasciai che finisse la frase: la sua impazienza era anche la mia. La zittii sigillandole le sue labbra con le mie e volai nella stanza blu.
Non appena la posai su quello che rimaneva di quel letto, appostai le sentinelle a guardia dei miei istinti più pericolosi, prima di iniziare a suonare la più dolce delle melodie, su quella meravigliosa tastiera … il corpo della donna che amavo.
21:38 Scritto da: mammaesme65 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Ciao!
Scusate il ritardo!
Eccovi il finale ... la luna di miele sta per finire ... ma non la nostra storia!
Spero di avervi regalato qualche momento di pura emozione ... piccoli brandelli di sogni per illuminare il grigiore di queste giornate invernali. Immaginare Isola Esme mi ha scaldato il cuore ... entrare nella mente e nel cuore di Edward mi ha incendiato l'anima.
Mi auguro che una parte di tutto ciò vi sia arrivata.
Fatemi avere vostre notizie.
Vi aspetto.
Baci and bites.
Mammaesme.
Scritto da: mammaesme65 | 08/02/2012
Attendevo questo capitolo da giorni e, come sempre, non mi hai deluso, grazie mille di tutto.
Scritto da: Enrica | 09/02/2012
Grazie a te!
Scritto da: mammaesme65 | 09/02/2012
be' mammaesme, non posso dire di certo che mentre leggevo non stavo ridevo come una pazza per l'emozione perché starei mentendo spudoratamente.
come sempre l'attese ci è stata ripagata nei miglior modi possibili.
grazie, e tranquilla, ci hai trasmesso le tue emozioni in ogni parola scritta e anche di più.
è proprio vero: i tuoi capitoli ci illuminano le giornate, anche in queste giornate nevose, grazie a te e a capitoli come questi, le fai diventare come una giornata estiva, di quelle che ti tolgono il fiato. grazie di tutto. baci m@ry
Scritto da: m@ry 12 | 09/02/2012
Gentile Mamma Esme,
la profondità e la delicatezza che presti al tuo Edward ne fanno solitamente un personaggio struggente, ma vederlo felice e appagato è davvero una ventata d'aria primaverile. E' così bello vederlo appagato, mentre tocca il cielo con un dito per essere riuscito a coronare il suo sogno proibito. Quasi mi dispiace che fra poco si debba tornare alla dimensione del dolore senza speranza di redenzione. Sono costretta a ripetermi: sei davvero brava quando ti infili nelle pieghe del testo della Meyer e riesci a renderlo più ricco e appassionante grazie all'anima complessa e affascinante che doni a Edward, dando spessore e significato alle frasi del dialogo originale. Personalmente, poi, trovo questo capitolo ancora migliore di quello relativo alla "prima volta": de gustibus...
La mia gratitudine per il tempo e l'impegno che ci regali.
anna
Scritto da: anna | 09/02/2012
Ciao mammaesme,
che dire grazie grazie grazie!!!!!!
bellissimi capitoli, non solo sei riuscita a trasmettermi le sensazioni ed emozioni di Edward ma sei riuscita anche a tirarmi su il morale e a scaldarmi il cuore, dopo delle giornate in complesso non molto positive!!!!!
Baci Bella
Scritto da: Bella Cullen | 09/02/2012
Stupendo Mammaesme... Non ho mai tanto tempo a disposizione per leggere i tuoi racconti, tra la scuola, lo sport e gli impegni... Ma quando ho un attimo libero vengo sempre qui, nel mio "piccolo rifugio felice" a leggere questa bellissima storia. Quando leggo i tuoi capitoli svuoto la mente e mi abbandono alla serenità che nasce dalle tue parole. Una cosa fantastica!!
Continua così Mammaesme, mi regali emozioni incomparabili.
Ti lovvo.
Baciximi, Ki@ Cullen.
Scritto da: Ki@ Cullen | 09/02/2012
Leggere e scrivere sono il "mio rifugio felice", luoghi dove tutto è possibile, dove le emozioni prendono non tanto la via desiderata, ma quella inaspettata, che ti coinvolge e ti sorprende.
... e quando qualcosa ci emoziona così tanto, è bello poterla condividere ... ed io sono felice di condividerla con voi!
La vita di Edward, da quando ha incontrato Bella, viaggia sulle montagne russe ... tra vette di felicità e abissi di dolore ... ora è in vetta ... presto imboccherà una ripida discesa verso l'inferno ... difficile da raccontare tanto quanto è stato arduo raccontare la sua felicità.
Mi piacciono le sfide ... quindi a presto!
Baci and bites.
Mammaesme
Scritto da: mammaesme65 | 10/02/2012
a dir poco stupendo!! è indescrivibile!! sei stata bravissima!! bhè! come sempre a dire la verità!!
Scritto da: anonima98 | 11/02/2012
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